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LA FOTOGRAFIA DI GIANLUIGI SERRAVALLI

La mia pittura Ŕ identificabile nel realismo esistenziale, talvolta onirico e strutturato. Ma fare della fotografia pu˛ essere frustrante: la fotocamera rende pi¨ difficile avere uno stile riconoscibile.

Uno scatto fotografico non sarÓ mai un prodotto da laboratorio e il tecnicismo esasperato, con le contemporanee devianze pittoricistiche, nega il pensiero fotografico e non mi interessa. Una buona foto rivela il pensiero e lo sguardo dell’autore che non potrÓ mai essere sostituito dalla tecnologia. “La fotografia Ŕ un modo di vedere non l’atto di farlo”: Susan Sontag. Ho iniziato negli anni ‘70 con una reflex Canon FtB manuale corredata da un 28mm e un 60/300mm. Dal 2009 opero con una reflex digitale Lumix G1, leggera e di piccole dimensioni che mi permette di passare inosservato. Utilizzo due zoom Laica 14/45 – 45/200. Ridurre all’essenziale i mezzi Ŕ un buon punto di partenza per la semplicitÓ espressiva.

Una delle possibilitÓ del fotografo maturo poggia sull’autoironia, per quelle storie inventate dal vero, quelle metafore visive che si esprimono nei dettagli e ne amplificano i molteplici significati. Uno scatto “denso” pu˛ essere osservato in due modi: per guardare cos’Ŕ, ma anche per vedere cosa sembra!

Intuizione, spontaneitÓ e senso compositivo nell’isolare l’essenziale, sono tra quelle facoltÓ che, in una frazione di secondo, possono fissare attimi di realtÓ irripetibili e, se a volte non perfetti, possono aggiungere veritÓ alla realtÓ.

Tutto questo Ŕ facile a dirsi; tutt’altra cosa Ŕ scattare la “fotografia”. Accettare la sfida significa mettersi in gioco all’interno delle regole di una libertÓ creativa che sappia tradurre il mondo con uno sguardo pi¨ lento per sapersi fermare con un occhio diverso sulla realtÓ.

Gianluigi Serravalli

 

GIANLUIGI SERRAVALLI
TRACCE DI VITA MESSE IN SCENA

“Non Ŕ la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio Ŕ catturare quel minuto, parte della realtÓ”. Queste parole del grande Henri Cartier-Bresson riassumono in maniera inconfutabile il pensiero di Gianluigi Serravalli, artista poliedrico, le cui opere si identificano nel realismo esistenziale.

La mostra “Tracce di vita messe in scena”, ospitata a villa Borletti a Origgio (VA) dal 24 giugno al 2 luglio 2017, raccoglie un'ampia selezione di fotografie realizzate prevalentemente in bianco e nero dagli anni Settanta ad oggi. Sono ritratti rapiti casualmente ai passanti durante i suoi viaggi nell'amata Francia, scene di vita quotidiana che si trasformano in vere e proprie parodie.

L'esposizione vanta anche gli scatti in digitale realizzati, a partire dal 2009, con una minuscola macchina fotografica per documentare il mondo circostante senza essere osservato. Serravalli, apprezzato anche come pittore, ha un carattere socievole e curioso, tipico delle sue origini ferraresi, capace di cogliere gli aspetti drammatici con ironia e sagacia.

SpontaneitÓ, intuizione e un senso compositivo innato nella ricerca dell'essenziale sono le doti che caratterizzano le immagini immortalate dall'autore in situazioni a volte esilaranti, spesso irripetibili. Dunque uno sguardo acuto e lungimirante riesce a rendere sublime, attraverso semplici particolari, anche i soggetti insignificanti per l'osservatore.

Nei contesti raffigurati emerge sempre un senso di solitudine, un'incomunicabilitÓ fra individui che si rispecchia in un vuoto sia fisico che spirituale. L'inquietudine del mal di vivere si manifesta in varie tipologie di opere descritte da Serravalli.

L'architettura urbana appare desolata, quasi metafisica, abitata da poche figure umane abbandonate dall'incuria della nostra cultura in parte devastata. Sono opere che fanno riflettere ma che rasentano la poesia e la musicalitÓ.

di Francesca Bellola

 


2017 - Villa Borletti - Origgio (VA)
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2017 - Galleria Spazio Porpora - PHOTOFESTIVAL 12TH

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2017 - Centro Medico Sant'Agostino - La realtÓ che imita l'arte che imita la realtÓ

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2014 - Associazione Culturale Boiron

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  Acquisita dall'Associazione Culturale Boiron - sede milanese di Segrate  



2010 Mostra Stokke - Milano

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2011 Mostra Binasco

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